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Matteo Facchini

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sono bello "Certo, la notte può essere lunga ma non può impedire al sole di sorgere di nuovo"

Amo

il bonzo e la sua batteria

La musica ci guida verso orizzonti sconosciuti
November 06

la lumaca

quella stupida lumaca che sono ha cambiato casetta di silicio e derivati...


venitemi a cliccare su


http://ilvecchioalex.splinder.com
November 04

esonerato dall'isola che non c'è

Ogni tanto ti capita, ti infili un paio di pantaloni e non riesci ad allacciarli, ogni tanto sono troppo corti. Ti metti una maglia e vedi che le maniche sono corte e che ti stringe sullo sterno. Ogni tanto il berrettino che ti piaceva tanto non ti sta più, nemmeno mettendo all'ultimo buco la fascetta che ne regola la larghezza. Poi ti guardi in uno specchio, arrivano i primi peli in faccia, i lineamenti assumono un nonsochè che dona una certa serietà alla tua espressione, il naso si fa più grande, gli zigomi più pronunciati.
La ragazza carina non ti fa più balzare il cuore in gola ma ti assicura delle reazioni ormonali non trascurabili. Proprio con lei ti vedi a letto a fare l'Amore, proprio con lei ti vedi a condividere certe emozioni, certe epserienze. Pensi che arriverete fino a quel fottuto altare del cazzo. Ah, hai solo 20 anni.
Guardi i politici che parlano in tv e inizi a pensare che dicono cazzate o che la sanno lunga. Inizi a guardare con un certo occhio tutte le cose che avvengono, inizi a crearti delle opinioni.
Certe esperienze giunte in passato ti hanno fatto crescere, è arrivato il momento, ti hanno sparato dal cannone di capitano uncino e ti hanno buttato fuori dall'isola che non c'è. Adesso sono cazzi tuoi, devi prenderti le tue responsabilità. Campanellino non ti dice più cosa fare, non ti consiglia più. I bambini smarriti sono tutti via, loro non vogliono crescere. Cazzo sei da solo, dove sono le certezze? Dove sono gli appigli? Dove sono le cose a cui ancorarti? sono solo degli iceberg della minchia che appena ci attacchi l'ancora ti mollano, ti fanno andare via, ti fanno andare alla deriva.
"mamma, a cosa mi appiglio?!" "a cosa ti appigli? Guarda fuori cretino"... a cosa mi appiglio? c'è la musica, accordi suonati che da maggiori virano in minore e cambiano la vita, ci sono accordi belli, accordi dissonanti...semitoni suonati assieme. Poi esci, un amico ti dice "vieni a suonare per strada" "sì, arrivo" e esci e cazzo vedi tutta questa gente che passa! dove va? loro lo sanno? no, beati loro, non si pongono il problema. Tu però sei lì, chiudi gli occhi e senti le note scorrere sotto i piedi, ti sembra di essere su un pavimento caldo con dei calzini comodissimi e ti sembra che ci sia qualcuno che ti spinge sul pavimento e ti fa scivolare verso altre spiagge. Poi apri gli occhi, due si tengono la mano, uno butta una moneta nella custodia, uno si infila in un bar, uno ride, uno corre...sembra uno show, una moviola di una vita. Però la musica c'è, è andata via?no, è sempre lì, fedele, lei.
Poi ci sono gli amici, esci una sera, ridi e scherzi, ti fanno male gli addominali? sì! buon segno. Ti fai un giro ma ti passa la voglia, vuoi stare solo. Vuoi camminare da solo, coglione, vuoi suscitare compassione...bravo, bel lavoro!a chi vuoi fare pena?vuoi che ti stiano attorno perchè sei triste?no, sorridi cretino e ti riempirai la vita di gente. Ma qui c'è qualcuno che mi dia un conisglio?qualcuno che mi dica che cazzo devo fare per stare meglio?no, non c'è nessuno non puoi arrangiarti? devi solo dimenticare, dai...alla fine è ancora estate da te...o c'è il sole o diluvia e allora ti devi riparare.
Ma con gli amici ci stai bene, sono fighi loro. Hanno tutti un loro problema ma non ne parlano, non così...non ci pesano...non riesci a non pensarci?no, cazzo!
STUDIA!sì certo, leggi due righe, rileggile che non hai capito. Aspetta, cosa dicevano le ultime due righe?boh....e allora cosa facciamo, boh scriviamo qualcosa, distraiamoci un secondo per piacere. Sì, butta giù due pensieri scoordinati che nessuno capirà.

è arrivato il Piccolo Principe sul pianeta dell'arcere...fa una domanda all'arcere
Era la volta buona?
no sennò non finiva così!
era amore?
ne dubito, non finiva così ripeto!
allora cos'era?una sbronza di sentimenti, una sopravvalutazione di un sentimento quasi nobile, un pensiero di felicità che felicità non era, una sopravvalutazione del partner che sembrava meglio di ciò che in realtà è.
Ma ora cosa fai?
Boh, te l'ho detto, suono, studio, vedo gente...
E la gente che vedi?com'è?
amici, sono amici, quelli che ti divertono.
E allora che problema hai?che oogni mia azione era puntata ad un obiettivo e ora non ha più obiettivo;ho le frecce più resistenti, l'arco più potente, la mira migliore ma non ho un cazzo di bersaglio...a chi sparo?
Sono io che faccio le domande qui, poi ti darò una sola risposta, ma aspetta: pensi di trovare un altro obiettivo?
certo cazzo, non posso stare qui a marcire a pensare che mi rimetteranno  il mio vecchio bersaglio, c'è stato per 2 anni, ora basta!
Ok, molto bene e se te lo rimettono lì?
gli chiedo di spostarlo credo...ma non me lo rimetteranno, hanno capito come gira il Mondo, loro; sanno cosa fare, hanno degli arceri peggiori di me ma che per poco tempo vanno bene...quel bersaglio deve provare altre frecce...
Sì, ma guarda che magari al bersaglio non vanno bene quelle frecce,magari non lo colpiscono, se te lo rpiortano cosa fai?
smettila con questa domanda, sei fastidioso, se me lo riportano magari tiro ancora le mie frecce ma credo che chiederò loro di cambiarmelo...non ne posso più e poi quel bersaglio non è lo stesso di prima, l'hanno portato via una volta e poi me ne hanno portato uno diverso, c'era qualche mia freccia ma niente di che...quindi credo ne vorrò un altro...ho talmente tante frecce e tanto tempo...non credo che quello fosse il MIO bersaglio sennò quando tornava aveva ancora su tutte le mie frecce e se provavano a togliergliele si opponeva...non lo ha fatto, non era il MIO bersaglio.
Ma perchè soffri?
per una questione di abitudine credo e poi proprio perchè le mie azioni perdono un po' di significato ma so cosa fare, sono io che do significato alle mie azioni!sono io che le rendo belle o brutte. Sono io che agisco, sono io che decido, sono io che le indirizzo. Adesso esco e...
ASPETTA, ancora le ultime domande: cosa ti dispiace di più?
L'aver visto disattese le mie aspettative...pensavo fosse diverso, pensavo sarebbe andata diversamente, pensavo che, proprio perchè il mio arco è potente e le mie frecce resistenti e la mia mira ottima, sarei risucito a colpirlo comunque, ma le mie frecce hanno iniziato a dargli fastidio e se le è fatte togliere...si è anche fatto richiudere qualche buco...pensavo fosse un bersaglio migliore, sai, pensavo fosse un bersaglio più carino...come mi hai detto tu, la tua rosa ti aspetta, tu la curi e lei te ne è grata anche se è un po' vanitosa...poi stai tornando da un viaggio, so che hai conosciuto una volpe, bè quella volpe è con te, l'hai addomesticata, non può andarsene...è per sempre...oh, scusa, niente è per sempre, nemmeno la nostra vita lo è, nessun sentimento lo può essere quindi...sono processi chimici, i sentimenti...però la tua volpe serberà il ricordo di te...te ne fai poco, lo so...però secondo me lei adesso andrà a correre per i prati e poi tornerà...ops, scusa, non volevo parlare di te, ma sai, il tuo caso è così simile al mio...però la mia volpe non l'avevo addomesticata...eh no...cioè, il mio bersaglio...tu la tua volpe l'hai addomesticata bene...il mio bersaglio non sono riuscito ad addomesticarlo troppo bene...
e cosa farai ora?
ne troverò uno nuovo...
posso dirti una cosa?
sì!
sei diventato grande, sei un uomo ora, mio arcere...ma non lasciare che questo tuo essere grande ti privi delle cose belle della vita. Hai provato dei forti sentimenti, ti hanno fatto bene, ora fanno male...sono dei bei sentimenti ma non perdere la fiducia...noi dobbiamo camminare nella nebbia ogni giorno, ma c'è sempre una luce che ci guida...noi abbiamo un faro...hai dei riferimenti, trovali. Non pensare a cosa fa il tuo vecchio bersaglio, pensa a cosa fanno quelli nuovi. Esci per strada, ridi del mondo...io ora devo andare ma sarò sempre là, sai dove e ogni tanto, alzando il tuo sguardo riderai senza motivo.
posso farti una domanda?
solo una
io ora dove vado?
là, fuori...



scusate, chi è arrivato fino qui ha del fegato e lo prego di farmi sapere che ci è arrivato e, se lo vorrà di farmi sapere che mi vuole bene...se me ne vuole :)
September 25

so ciò che faccio,sono sicuro di ciò che faccio, sono ciò che faccio

"so che quello che faccio è giusto"
"lo faccio per me"
"faccio quello che faccio perchè è Giusto"

quante volte aveva sentite quelle frasi? sempre, i circle time gli facevano girare i cosiddetti e diceva che sono delle cazzate che non servivano a nessuno. Non servivano nemmeno a quelli che facevano gli StrizzaCervelli di professione. Loro si trovavano e parlavano e dicevano che era tutta roba bella da dirsi e da farsi. Alla fine tutti si trovavano a sostiturie la droga o l'alcol con qualcosa che gli faceva da tappo. Lui la pensava così, si diceva che alla fine iniziare a drogarsi o a bere era come tappare una falla in una diga. La falla però, una volta aperta, per quanto ben chiusa, lasciava dei segni. Agli altri era successo così: uno ora faceva il prete missionario, uno si era messo ad allenare una squadra di calcio, uno assisteva altri tossici per uscire dal tunnel, una dipingeva, una faceva l'opinionista, una faceva l'aiuto cuoco, una era tornata in famiglia...bè, tutti avevano sostituito la loro falla con un tappo. Lui si diceva che sì, l'aveva tappata la falla, in fondo suonava e ognivolta che suonava si sentiva bene, si sentiva spostare, diceva lui. Era come entrare in un'altra dimensione, era come spostarsi da quello che vive e sospendersi, imbracciava il sax e suonava e quelle note, diceva, partivano dallo stomaco, si formavano nei polmoni, venivano filtrate dal cuore e uscivano, un flusso di sangue al contrario.
Per lui la musica aveva sempre tappato una falla, quando tornava a casa da scuola e trovava la mamma che scriveva alla macchina da scrivere e il papà non era ancora tornato, sapeva che se suonava si sentiva meno solo; non era mica una brutta famiglia la sua, per carità! la mamma scriveva, e proprio in quel periodo aveva ottenuto un ottimo contratto che portava in casa quelli che papà, scherzando, definiva "soldi facili". Così poteva pagarsi i suoi sfizi e potevano spendere soldi per la famiglia. Papà invece, il Caporale, rivestiva un'alta carica nell'esercito. Ma era un militare atipico, un militare pacifista, ex figlio dei fiori, entrato nella marina solo perchè così avrebbe voluto il nonno che era morto di crepacuore vedendolo in tv che urlava contro la violenza. Così, per reazione era entrato nell'esercito e si sentiva molto il soldato di "full metal jacket" con scritto "peace" sull'elmetto.
La sua famiglia, cazzo! Funzionava da dio! un meccanismo ben oleato, degli ingranaggi perfettamente incastrati che giravano perfettamente, sembrava di vivere dentro il Big Ben! era tutto perfetto, i suoi gli avevano lasciato delle libertà e gli avevano posto dei limiti. Non avevano mai creduto nelle punizioni e lui non si era mai sentito di trasgredire le poche regole che gli davano. Quando gli aveva chiesto di iniziare a scuonare avevano detto sì e lo avevano iscritto a una scuola di musica, da lì era passato all'accademia, si era diplomato e aveva vinto una borsa di studio per andare a studiare a Parigi. Aveva concluso anche il liceo molto bene e si era iscritto, finendola nei tempi precisi, a ingegneria, indirizzo biomedico. Aveva inziato a lavorare, aveva una morosa con cui viveva. Andava tutto perfettamente.
Una volta ad una festa si era lamentato con un suo amico che si sentiva stressato per i ritmi della vita moderna:
"sono così stanco, devo uscire e andare al lavoro, torno a casa, suono, vado a correre, ceno e scopo; tutti i giorni è SEMPRE così...uno arriva al punto che si chiede se non avrebbe dovuto provare qualcosa di diverso, si dice 'ma perchè cazzo quella volta non ho fatto così?' e gli vengono i dubbi, ma poi si dice che alla fine va bene così ed è contento"
"toh, dai un tiro a questa"
"cos'è?"
"marijuana!"
"ma no, sai che non fumo, poi 'sta roba fa male!"
"ma cosa male, me la coltivo io, mica c'è dentro merda!"
"ah, bè allora..."
e lo aveva fatto. PUNF! una botta incredibile alla testa e alle gambe. Aveva iniziato a vedere tutto che tremolava, le luci si erano affievolite e le voci erano diventate ovattate. Passato l'effetto (c'erano voluti forse meno di 5 minuti) si era detto che era una cosa da coglioni proprio, non ne aveva bisogno. Arrivato a casa aveva suonato e aveva fatto delle cose che non era mai riuscito a fare col sax, erano usciti dei suoni allucinanti, bellissimi. Aveva suonato delle cose che non aveva mai suonate e allora il giorno dopo al lavoro aveva fermato il suo amico e gliene aveva chiesta un po'. Era entrato nella Spirale.
Ora per suonare ne aveva bisogno sennò gli faceva schifo quello che suonava e quindi lo faceva per suonare bene e diceva:"tanto è una cosa che controllo e lo faccio solo per suonare meglio". Non era così però, lo faceva più spesso e per cose più futili. Era diventato molto umorale e se era giù, invece che andare a correre o suonare si rollava una canna, aveva iniziato pure a coltivare nel giardino di casa.
Una volta aveva aquistato della cocaina, così, per provare, era stufo della marijuana. Bene, lì era iniziato il declino. Non aveva più smesso, si faceva 3 strisce al giorno: appena sveglio, a pranzo e a cena. Poteva controllarla. Non era vero un cazzo.
Quella che ormai era sua moglie se ne era accorta e ne aveva parlato ai genitori di lui. Erano delle persone aperte e passato lo sconforto iniziale, avevano capito il problema della loro nuora e erano pronti ad aiutarla. Senza entrare nella sua sfera di intimità, lo avevano portato a fare delle cose molto belle e lo tenevano molto occupato. Questo lo faceva sentire oppresso, era insofferente e si faceva più che mai. Si presentava anche al lavoro sotto l'effetto delle droghe. Non lo licenziavano però, semplicemente perchè l'azienda era sua. Fortunatamente i suoi amici e la sua famiglia lo amavano ancora.
Trovò in loro l'appoggio di cui aveva bisogno, e smise. Lo aiutarono molto, lui stesso gliene parlò e smise. Un gesto di forza allucinante. Una forza della natura.
Al primo cedimento però aveva reiniziato. Erano passati 15 anni dall'ultima volta e aveva iniziato perchè credeva di essere immune ma era bastata una canna a fargli riprendere gli alti regimi di droghe! Maledizione, era distrutto, i suoi erano morti, a 80 anni, morte naturale, morti felici. Lui era stato male, ma aveva accettato presto il fatto perchè gli sembrava, data l'impronta scientifica dell'istruzione che aveva ricevuto, dato anche il suo ateismo, bè, gli sembrava il Naturale Corso delle Cose.
Però aveva ripreso e sua moglie non se la sentiva, da sola, di aiutarlo. Lo aveva portato in un centro di recupero.
Era stato quasi peggio, aveva capito, intelligente com'era, le dinamiche di quel posto, aveva scoperto che i preti pestavano e violentavano quelli che erano lì dentro e aveva anche capito che chi ne "usciva", sostituiva Dio alla droga. Dio era una droga, secondo lui.
Aveva provato a uscirne da solo e ce l'aveva fatta. Di nuovo. Per la seconda volta. Poi ci era ricaduto, ne era riuscito, così per un po' di volte.
Si era detto che dalla vita aveva avuto tutto quello che voleva e che le persone attorno a lui erano stupende. Aveva realizzato i suoi sogni, aveva amato, era stato amato, aveva vissuto con Lei i più bei momenti della sua vita.
Ora andava sicuro verso la meta, sapeva ciò che faceva, lo doveva fare perchè era giusto così. Amava i suoi genitori anche se non c'erano più, amava lei anche se se ne era andata, la capiva. Non gli dispiaceva di non avere avuto figli, pensava non facessero per lui. Aveva salutato tutti i suoi amici? sì, lo aveva fatto.
Raggiunse il punto che aveva scelto, aveva in tasca qualche spicciolo, i documenti, un'ancia, le lettere di sua moglie e quelle dei suoi amici, delle foto. Aveva addosso i vestiti soliti, maglietta a maniche corte, maglioncino, jeans e scarpe da ginnastica.
Estrasse il sax e iniziò a suonare. La gente che quella sera passò di lì disse che gli sembrava di conoscerlo "quello è quel suonatore famoso" "sìsì, è lui!". Aveva fatto il più bel solo della sua vita, ci aveva messo dentro tutto se stesso e si era sentito svuotato "adesso muoio...anzi, ora posso morire". Legò stretto il sasso alla caviglia, lo prese in braccio, scostò il sax di lato, scavalcò la balaustra e si buttò nel fiume che "portava giù, verso il grande mare"
September 19

crucify this

Il titolo dell'intervento non c'entra una beneamata con ciò che ora scriverò. Si perchè scriverò una marea di stronzate ugualmente, ma il titolo si rifa' ad una puntata dei griffin in cui si parla della passione di cristo due (un trailer di un film tipo arma letale con gesù che guida una decapottabile e spara con la voce che dice "lasciate che sia colui che non ha peccato a scagliare il primo calcio in culo").

Il mio intervento non vuole essere niente, solo una piccola riflessione di quelle che si fanno ognitanto (e che io faccio più del normale perchè sono un pippone).

Ho letto sul blog di una mia lettrice (ahahah, mi sento molto la fallaci, pace all'anima sua...non è bene...mi sento Gabriele Laporta) un discorso sugli amici. Avete mai pensato a guardarvi attorno da fuori e pensare a chi sono gli amici veri? L'avete mai fatto? A me è capitato una volta, ho guardato da fuori la mia vita, l'ho fatto e ho capito, analizzandoli singolarmente quali erano i rapporti per cui valeva la pena...bè, c'è da spaventarsi, dico sul serio. Mi sono accorto che spesso sbagliavo io, cioè, mi tenevo strette delle persone con cui condividevo il mio stato d'animo in un periodo e poi le abbandonavo finito quel periodo: della serie "cambio stato d'animo, cambio amici". Ma poi ho capito che ci sono state delle persone (una soprattutto, non faccio nomi sempre per il solito discorso, non cambia niente nè a voi nè a quella persona, sa benissimo chi è e stop) che hanno attraversato con me mille tempeste, persone che, una volta cambiato stato d'animo, se non mi facevo vivo io non dicevano:"ecco, il solito stronzo che mi usa e mi getta come una macchina fotografica kodak", ma mi scrivevevano e mi chiedevano come stavo; persone con le quali non mi sono stufato di condividere tutto ciò che faccio, persone che, bè, mi vogliono bene. Qualcuno mi diceva:"non sarà il liceo a farti creare grandi amicizie, devi aspettare l'università". Magari all'università succederà chissà cosa, magari diventerò amico del ciccio che ho sempre davanti in aula biblioteca e mi oscura la lavagna, magari diventerò amico dei tamarri veronesi coi capelli ingellati, magari diventerò amico della tipa carina che sta sempre con bensa (cioè, fede, diciamolo, sei tu che stai con lei, senza offesa ahahahah), magari rafforzerò certi rapporti, ma anche al liceo ho costruito delle amicizie. Con certe persone non ho nulla da dire e mi intendo, capisco al volo ciò che vogliono, con certe parlo di me, con certe di tutto, con certe parlo solo di sport, con certe di musica, con certe non riesco a fare un discorso serio, con altre tutte queste cose assieme. Bè, quando si arriva al punto che non si è più imbarazzati e si parla si parla si parla e si arriva a guardare l'orologio, tirare giù una Madonna [è morta (non la cantante) pace all'anima sua] e dire:"dovevo essere a casa mezz'ora fa!". ecco, arrivati a questo punto si è amici credo. Arrivati al punto che magari si sta un po' lontani, non ci si sente, ma si riesce comunque a vedersi, dopo, e stare bene assieme come ci si fosse visti tutti i giorni, allora si è amici.

ecco, un intervento contorto, ma mi era scattata la riflessione...


vado da sam, ciao boci
September 16

ci voleva proprio

Ci voleva proprio una ragata a riva, i lvento bello di sempre e gli amici. Oggi è stato così, come due anni fa. Per chi non sa cos'è successo vi basti sapere che un ambizioso Presidente (come in ogni telefilm) ha fatto i suoi affari e ha cercato di smantellare la squadra cui io appartengo.Ci ha provato accusandoci con falsità, dicendo che avevamo comportamenti scorretti e disdicevoli negli spogliatoi (tipo pisciarci addosso, masturbarci e insegnare ai bambini a masturbarsi!!!!) e dicendo che rovinavamo il buon nome del circolo. Pensate che i miei parenti appartengono a quel circolo sin dalla sua formazione...vabbè...e oggi, riuniti da un evento a dir poco straordinario (il trofeo che ricorda Paola, la mamma di Anita, la mia amica di sempre di vela, Paola che è morta 3 anni fa) ci siamo trovati tutti, beppe ha rispolverato le cose da vela e persino Anita ha fatto una prova. Per me è stato come rivederci tutti lì, a dire cazzate e a ridere come dei matti e poi uscire concentrati ognuno per dare il meglio. E' stato come rivivere i bei momenti della mia gioventù, come rivedere ciò che di più bello ho avuto quando stavo a riva, i miei amici...

Spero che in futuro saremo sempre così, capaci di ritrovarci per queste occasioni e di stare assieme, ancora e bene.

grazie a

andrea
luca
bernardo
luca
anita
beppe
mattia
alessio
santiago
September 15

ecco, questo volevo dire e ora l'ho detto.

ecco, basta una serata come quella di oggi per farmi riflettere su alcune cose.
In realtà non è successo niente di che, tornato dall'università (stamattina ho perso 5 ore della mia vita ad aspettare un porf, cioè, perse...un attimo...sono stato al bar e poi al gali a fare la ricreazione) sono stato un secondo a casa, ho lavorato un po' col mio nuovo portatile (quello da cui scrivo questa mia) e poi sono andato a correre; il venerdì finisco lezione su alle 15.30 e quindi poi, per ora, visto che i mini inizieranno anche, ho del tempo libero. Dopo aver lavorato al computer mi sono deciso, ho messo l'ipod nella custodia da braccio, ho attivato i sensori del software nike+ipod (grande cosa la teconologia che ti permette, con gli appositi marchingegni, di calcolare per quanto corri, la media cui vai e le calorie che bruci; il tutto sugellato dalla voce calda e suadente della tipa che ti dice "la tua sessione è conclusa" o "la tua sessione è in pausa"), ho infilato i pantaloncini, ho messo la maglietta, allacciato le scarpe e, come un pugile d'altri tempi (altri perchè sono quasi nel futuro) mi sono avviato verso il lung'adige. Non credevo di poter reggere ancora i famigerati 10 km a 4'05'' al km...è stato bello, ho corso di nervi, ho sfogato la tensione. Poi sono arrivato a casa, piegamenti, doccia e via verso il picaro. Qui birretta in happy hour (o happy ours vista la piacevole compagnia) con beppe e sam e poi tutti a casa mia a cenare. Il piano prevedeva che io e l'avi andassimo a vedere sicko ma arrivati lì cosa abbiamo scoperto?Che checche ne dicesse la rete (il controllo in internet si è rivelato meno affidabile della cronaca sul defunto, pace all'anima sua, Lucianone) il film smettevano di proiettarlo ieri. Vabbè, c'era il film della Guzzanti che ha salvato la situazione e si è pure rivelato piacevolissimo. Dopo il film io e sam siamo andati sul lungo adige un po' e poi a casa...

però arrivato qui è scattata la riflessione. Riflessione sul potere dei sogni. Ognuno di noi cova, in sè, dei sogni che vuole vedere realizzati; delle cose che vuole che avvengano e spera che così sia per stare meglio. Spesso queste prospettive vengono disattese, spesso questi desideri si realizzano. Ebbene, direte voi, quante ovvietà ci propini, Facchini. Avete ragione ma io credo che il valore dei sogni sia proprio questo. Li sottovalutiamo, pensiamo siano cose dovute, li guardiamo con diffidenza e ci diciamo:"si vabbè, va e viene e prima o poi se ne andrà come quello prima" ma non è così. Io ho dei sogni, più di molti di voi (e meno d'altri, non ne dubito), e in questi sogni ho una fede smisurata. "Sarà più grande il dolore dellla sconfitta quanto più grande è la speranza di vittoria" non v'è dubbio; però credo che faccia bene, seduti sul lung'adige, in una stazione dei treni, sdraiati a letto, sdraiati su un prato, in una macchina, al lavoro, nella propria cameretta, in una sala d'attesa, in una prigione, pensare a qualcosa che si vuole, chiudere gli occhi e stringersi attorno a questo desiderio fino a sentire dolore, del dolore fisico e del dolore nell'anima. Fa bene fermarsi ognitanto, guardare dritti davanti a sè, guardare il cielo, guardare dietro di sè e dirsi:"è proprio quello che voglio e farò di tutto per ottenerlo"; fa bene avere qualcosa in cui sperare ed agire, spesso contro le oppressive razionalità del nostro mondo, per ottenerlo. Fa bene anche essere stupidi, sentirsi dei perfetti idioti perchè si è cercata tanto una cosa che poi non ci ha soddisfatti. Ebbene, vi dico che almeno l'avrò fatto sperando che accadesse e in questa speranza mi sono mosso prepotentemente, agendo d'istinto, fottendomene altamente di quello che dice la Brava Gente, quella che per comprarsi dei vestiti deve chiedere al proprio agente di commercio se la luna è favorevole per gli acquisti, quella che prima d'imbracarsi in una Storia D'Amore pensa se la persona è quella giusta, quella che calcola le mosse secondo i Preconcetti per non fare passi falsi, quella che legge un libro su qualcosa e crede di sapere tutto, quella che coi Manuali d'Amore crede di risolvere i problemi coniugali. Io, in barba a tutti questi ho imparato ad agire d'istinto. Non disprezzo la razionalità, anzi spesso me ne faccio un vanto, mi perito di saper ponderare le scelte. Grazie a chissàchi però ognitanto faccio Quello Che Mi Sento e me ne fotto di schemi e previsioni. L'ho imparato da poco, da pochissimo e grazie a 3 persone principalmente (una è Antoine de Saint Exupéry e riguardo le altre due, bè, non faccio nomi, loro lo sanno e saranno felici di leggere questo anche senza veder scritti i loro nomi), ma ora non posso più farne a meno.

Quindi vi dico, pochi lettori che siete (qualcuno mi crederà pazzo, ma non saprà che lui lo è più di me), non rinunciate mai ai vostri sogni, teneveli stretti e avrete vissuto bene per un po' di tempo, anche se poi le vostre attese non saranno ripagate. Vogliatevi bene e chiudete gli occhi. Da qualche parte, qualcuno sta dormendo, qualcuno si alza, qualcuno è già sul cesso col caffè, la sigaretta e il giornale e tutti, anche inconsciamente sperano che qualcosa accada.

ciao a tutti
September 12

il blog

una volta pensavo (e lo penso tutt'ora) che gettare sul blog tutti i propri sentimenti e i propri problemi sia una stronzata. Lo penso perchè sono cose materiali, troppo terra terra per poter essere sciupate sulla rete, qui tutti possono accedere (ed è quasi giusto così) e quindi tutti possono leggere. Ecco perchè ho deciso di scrivere cose che mi riguardano del tipo fatti di cronaca, la storia delle cose che faccio e così...

in più in questo periodo mi è venuta l'ispirazione dei racconti, odio scrivere le mie poesie perchè sono cose mie, ma i racconti invece sono una cosa diversa. In questo modo in oltre, anche chi legge (e ho scoperto ultimamente che sono parecchi quelli che leggono qui, anche se non commentano, ne sono felice anche se non ci sono commenti!!!!!) e ha voglia di farlo può commentare.

A cosa servirà, direte voi, questo intervento metatestuale? bè, era per dire che non voglio assolutamente sputtanare qui ciò che mi riguarda, ma, comunque, potrete leggervi ciò che combina Il Facchini.


Passata l'esperienza dell'italiano di vela (e che esperienza!) ho organizzato una "settimana musicale" col gruppo in cui suono, gli anonima stendhal. è stato bellissimo, eravamo a casa mia a riva del garda, alcuni dormivano di sopra nel mio appartamento, quello dove poi mangiavamo anche, ed altri dormivano di sotto, nell'appartamento di mia zia, dove c'era la "sala prove"...durante il giorno suonavamo e provavamo pezzi nuovi (composti da poco) e la sera uscivamo a suonare e c'era semrpe qualche special guest! Ad esempio, ci hanno raggiunto 3 amici che fanno i giocolieri e così abbiamo organizzato uno spettacolino proprio figo, una sera è venuto un amico di jacopo e poi di nuovo il bruni a fare il giocoliere col fuoco. Bè, ci siamo trattati bene, sia col mangiare che col festeggiare!!!!

Tornato, venerdì 7/9 abbiamo suonato a Villa S.Ignazio a un concerto dove abbiamo fatto degli interventi nel bosco (c'era un percorso sulle migrazioni al buio con la gente che girava con delle lanterne e noi che ogni tanto suonavamo in gruppi singoli) e poi il concerto vero e proprio! una strafigata!
Sabato 8/9 grandiosa performance (mah, meglio del solito ma siamo molto lontani dalla perfezione) degli Steek Hutzy! con conseguente magnata e birra al peda con pochi intimi.
Domenica 9/9 poi tutto il giorno a suonare con l'orchestra ai laghi di lamar!!!!martedì (ieri) abbiamo fatto poi il concerto al castello di stenico, cornice molto carina e anche performance piuttosto entusiasmante, meglio del solito diciamo.

Poi però, la grossa news è l'uniiversità!!!!
bè vi dirò, credevo fosse peggio...allora, l'orario è un po' pensatuccio...8 ore il lunedì, 5 il martedì, 4 il mercoledì, 9 il giovedì e 7 il venerdì...la figata (sì, c'è una figata!) è che martedì mattina lo ho libero così, ieri per esempio, ne approfitto per fare delle cose, studiare, ecc...
sono ufficialmente iscritto, aspetto l'esito del test che comunque non era selettivo, e sono anche andato a fare la carta studenti all'opera universitaria!!!ora sono proprio un universitario!!!!

oggi poi, che finivo alle 10.30, sono passato al Gali. Dopo la mia lettera a "l'Adige" credevo fosse peggio...ho trovato persone che mi hanno salutato, vecchie conoscenze che mi hanno visto molto volentieri, ho visto pochi cambiamenti ma poi ho conosciuto il preside.
VI dirò che è veramente disponibile e sa davvero ascoltare, ci ha ascoltati e ci ha parlato come suoi pari quasi, veramente disponibile...allora ho capito, ci saranno dei cambiamenti...o così spero, mi è parso bene comunque...

bè credo sia tutto...le mie visite sono un po' scemate ma se passate e leggete, commentate anche solo con "ciao" (so già che io più simpatici ora passeranno e mi scriveranno solo "ciao" per farsi 4 ghignate di gusto) che a me fa piacere...


ecco, ora sapete le ultime news e sapete come si svolgeranno i miei interventi, per chi è appassionato e ha voglia di leggere troverete (non necessariamente in questo ordine :) )
RACCONTI
NEWS SU CIò CHE FACCIO
MIEI PARERI SU QUESTIONI DI ATTUALITà

ecco, penso sia tutto

ciao
 
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